Jonathan Milan (Lidl-Trek): Alla fine, ha esultato. La sua Corsa Rosa è stata complessivamente ben diversa dalle precedenti, dovendo fare i conti con diverse giornate in cui era atteso al gran risultato e che invece non si sono concluse nel modo sperato. La volata di Roma, però, ripaga lui e la squadra delle delusioni precedenti e il modo in cui la vittoria matura zittisce parecchie “critiche” oggettivamente fuori luogo.
Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta): Un piazzamento che vale tanto, anche se, guardandolo dall’altro lato, probabilmente scotta arrivare così vicini a una vittoria epocale e non raccoglierla. Il velocista bresciano, però, si vede superato solo da una “superpotenza” come il collega di cui sopra e può essere soddisfatto di quel che è riuscito a raggiungere, alla fine di una corsa così logorante.
Toon Aerts (Lotto-Intermarché): Un nono posto può non essere un risultato indimenticabile, ma, complessivamente, quel che ha fatto il belga, specialista del ciclocross e ben poco avvezzo finora all’asfalto, ha quasi dell’incredibile, nell’arco di queste tre settimane: primo Grande Giro affrontato e portato a termine, diverse giornate da protagonista e anche la voglia, all’ultimo giorno, di lanciarsi in una volata di gruppo. Potrà ancora crescere?
Paul Magnier (Soudal Quick-Step): Dopo un Giro praticamente perfetto, parlando di volate, lui e la squadra stavolta hanno sbagliato qualcosa, con la manovra di avvicinamento al traguardo che non è riuscita al meglio. Probabilmente, ha pesato anche il tentativo di fuga “da copertura” di Jasper Stuyven, che poi non ha potuto svolgere il suo solito ruolo di motrice nei confronti del giovane compagno di squadra. Comunque, la Maglia Ciclamino ormai era blindata, lo status di grande velocista maturato e le soddisfazioni già in valigia.
Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM): A inizio Giro era uno dei corridori più attesi in chiave possibili vittorie di tappe, ma il danese non ha avuto modo di trovare tempo e modo per lasciare il segno. Una volata confusa come quella romana avrebbe potuto essergli propizia, ma anche in questo caso l’esito del suo sforzo non è stato quello voluto.
Casper van Uden (Picnic PostNL): Anche l’ultima volata si chiude come le precedenti, ovvero con il velocista neerlandese che non riesce a trovare la strada giusta per andare a prendersi un risultato quantomeno rispettabile. Stavolta chiude 25esimo, lontano dalle attese e in linea con un Giro che, complessivamente, per la sua squadra è stato a dir poco incolore.